Voglio provare a cimentarmi nella prima recensione di un film visto la settimana scorsa, insieme ai ragazzi del FILMKAMERA di Baselica.La pellicola in questione, acida e disturbante ma allo stesso tempo divertente e sarcastica è
HAPPINESS di Todd Solondz, anno 1998.
In una cittadina del New Jersey si intrecciano le vite e le storie folli di varie persone: una coppia sull'orlo del divorzio dopo 40 anni di matrimonio, una scrittrice troppo presa dal successo e dagli impegni per essere anche felice, una ragazza ingenua che non riesce a combinare nulla di buono nella vita, un nerd con l'ossessione delle chiamate hard a sconosciute, uno psicologo pedofilo con un figlio in paranoia perchè non riesce a "venire", una donna che schifa il sesso e uccide come se niente fosse il suo carnefice tagliandolo a pezzi e congelandolo in freezer...
Tutto questo è una cronaca della vita-orrore di una qualsiasi provincia americana (e non), fatta di finti sentimenti e apparenti rapporti umani, con tutti gli sforzi del caso per ottenere e mantenere quella "felicità" e normalità di facciata che tutti si aspettano.
Per salvare le apparenze.
E credo che in alcune scene ci si possa riconoscere ognuno di noi, nel bene e nel male.
Di "Happiness" quindi in questo film c'è ne è ben poca: durante le scene che si susseguono i protagonisti sono spesso in lacrime, o furibondi, o disperati.
Happiness è la RICERCA della felicità, *o presunta tale*, è la paura incessante di rimanere soli, è la necessità di avere qualcuno vicino che colmi una serie di vuoti incolmabili.
E' semplicemente e umanamente bisogno di affetto.
In quasi 2 ore e mezzo di film Solondz riesce perfettamente a descriverci tutto questo senza mai annoiare, senza prendere le parti di qualcuno o condannare, senza mai dimostrarsi volgare o cruento, ma lasciandoci nonostante tutto con il sorriso sulle labbra, soprattutto con un finale davvero imperdibile.



