
"Ti mando delle notizie che nel sistema telepatico mi sono arrivate, che vi paiono strane ma sono vere.io sono un astronautico ingegnere minerario nel sistema mentale. questa è la mia chiave mineraria. Sono anche un colonnello dell’astronautica mineraria astrale e terrestre."
Nannetti Oreste Fernando (Nanof)
Nannetti Oreste Fernando (Nanof)
Come nella più banale delle cartoline.
Questo weekend io e la mia socia torneremo a Volterra per un nuovo reportage al leggendario Ex Ospedale Psichiatrico Charcot (sezione civilie) /Ferri (sezione giudiziaria).
Costruito nel 1888 e chiuso in seguito alla legge Basaglia nel 1975, questa immensa struttura è un fossile e la polverosa scomoda testimonianza di ciò che resta dell'orrore perpetuato in quelle mura, in un momento della nostra storia in cui si finiva internati per molto poco: bastava avere lievi disturbi, andare controcorrente o essere "troppo poco omologato alla massa" per non vedere mai più la luce del sole.
In parole povere tutti gli indesiderabili confluivano in manicomio, per non arrecar disturbo alla nostra linda società.
A Volterra venivano ricoverate oltre 6.000 persone alla volta, c'erano 2 bagni ogni 200 ricoverati, e nel sovraffollamento, nella perdita di ogni dignità e nella solitudine morirono migliaia di persone avvelenate da psicofarmaci & elettroshock.
Un autentico lager di casa nostra insomma.
“10% deceduti per percosse magnetico-catodiche, 40% per malattie trasmesse, 50% per odio, mancanza di amore e affetto” (Nanof)
A tutto questo si oppose a modo suo, con la fantasia, Nannetti Oreste Fernando, che passò gran parte della sua esistenza rinchiuso al Ferri.
Costui trascorse il suo internamento a incidere con la fibbia della cintura i muri perimetrali del proprio padiglione con scritte, disegni e poesie che sfiorano la fantascienza, creando una sorta di grande diario.
In più produsse una serie di disegni e opere su carta, che ancora oggi vengono guardate con curiosità dal mondo della psichiatria.
Le sue opere sono assolutamente...astrali...fuori dal mondo, narrano di mondi lontani, voli intergalattici e di astrusi personaggi ma allo stesso tempo trasmettono amore e voglia di esistere.
Il luogo ormai è abbandonato a sè stesso e completamente in rovina, e anche i graffiti di Nanof stanno scomparendo da quell'intonaco che cade a brandelli.
Noi siamo state là per la prima volta durante l'estate del 2006, e l'inquietudine e l'angoscia che abbiamo provato sono stati enormi: nel silenzio di quel bosco sembrava che il vento fortissimo di quel pomeriggio volesse cacciarci via da lì, ospiti indesiderati di quel luogo maledetto.
Torniamo perchè vorremmo, con una serie di foto particolari, interagire con la struttura per ridare umanità ad un posto che ne ha avuta ben poca.
Detto così si capisce poco, quindi una volta pronte le fotografie le pubblicherò qui.
A presto.

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